"Trettechènno" - che nel dialetto locale significa tremare, scuotersi, vibrare - è il titolo di questa mostra fotografica a colori, ma è soprattutto il racconto di una scelta coraggiosa. Quella di Lorenzo Attili, giovane fotografo nursino di 28 anni che, dopo le ferite del sisma, ha deciso di tornare a Norcia e di investire il proprio sguardo sui luoghi d'origine.
Il titolo richiama l’esperienza drammatica del terremoto che ha profondamente segnato il territorio nel 2016, ma allo stesso tempo evoca la vitalità della sua comunità: la stessa energia che spinge le persone a reagire, muoversi e andare avanti.
Non è solo un progetto fotografico, "Trettechènno" è un atto di memoria e di identità collettiva. È un invito a fermarsi, guardarsi intorno e riconoscere ciò che, pur cambiando, continua a unire la comunità. Un ponte tra passato e presente capace di unire le generazioni attraverso la voce di chi, con tenacia e amore, ha continuato a dare vita e carattere a Norcia e al suo territorio.
Se la terra ha tremato, l'obiettivo di Lorenzo Attili ha risposto catturando la stabilità di una comunità che, giorno dopo giorno, si sta riappropriando del proprio futuro.
Il progetto ha preso forma nella primavera del 2025 con il supporto di Erik Messori, fotogiornalista e cofondatore del collettivo CAPTA, specializzato in reportage nazionali e internazionali. Le basi narrative e concettuali sono state costruite a stretto contatto con la comunità, raccogliendo testimonianze tra scene di vita quotidiana, cantieri della ricostruzione e dietro le quinte degli eventi locali.
Dal lavoro di un anno sono state selezionate 36 immagini in esposizione e 50 confluite nel catalogo che raccontano lo spaccato di una comunità che dopo dieci anni continua ad essere legata alle proprie radici.
Una scelta complessa per una mostra che, oltre a documentare, vuole stimolare domande e dialogo attraverso una riflessione chiave:
A dieci anni dal terremoto, l’anima di Norcia è rimasta la stessa grazie alle persone che la vivono?".
Questo interrogativo spinge il visitatore a guardare oltre le apparenze, a distinguere tra il cambiamento fisico dei luoghi e la continuità culturale, che rappresenta il filo invisibile della comunità.
La mostra, allestita all'interno del Palazzo Comunale di Norcia, si snoda lungo tre direttrici fondamentali:
• Luoghi: spazi pubblici ed edifici, sospesi tra la memoria della distruzione, l'attesa di rinascita e la ricostruzione.
• Persone: gli sguardi fieri, intensi e autentici di chi abita queste terre. Ritratti che raccontano storie di resilienza, fatica e profonda speranza; un omaggio alla determinazione di chi ricostruisce il tessuto economico e sociale ogni giorno.
• Tracce: dettagli e segni in cui passato e presente dialogano, raccontando il passaggio del tempo. Riti, usanze e momenti di condivisione che il terremoto non è riuscito a cancellare e che continuano a unire la comunità. Le didascalie delle foto non indicano volutamente nomi o luoghi geografici. Sono scritte per evocare sensazioni ed emozioni pure, permettendo a chiunque di immedesimarsi profondamente negli scatti e di specchiarsi nelle storie raccontate.
Un percorso nato per documentare il legame profondo tra una comunità e la sua terra, testimoniando che, nonostante le scosse, la vita a Norcia ha ripreso a scorrere in tutta la sua vibrante vivacità. L’allestimento richiama volutamente le reti dei cantieri: un simbolo per ricordare che, accanto alla ricostruzione materiale, è in corso anche quella sociale e culturale.
Fotografare luoghi, persone e tracce a colori non è stata solo una scelta estetica, ma un atto di amore e di profonda fiducia nel domani. È la dimostrazione visiva che la vita, a Norcia, ha ripreso a scorrere con tutta la sua vibrante vivacità.
Trettechènno è la testimonianza di tutto ciò che, nonostante il tremore, è rimasto in piedi. Una narrazione visiva intima e potente, che invita a riscoprire il legame indissolubile tra un popolo e la sua terra.
Dal programma
one to one di
Con il sostegno e la collaborazione di
Una volta a Norcia
Il Palazzo Comunale si trova nel centro storico, in Piazza San Benedetto
Se arrivi in autobus, la fermata più comoda è Porta Romana
Se arrivi in auto, puoi parcheggiare nelle aree pubbliche vicino a Porta Ascolana, a circa 5 minuti a piedi
La Sala del Consiglio Maggiore è raggiungibile tramite scale, con ascensore solo su richiesta.
Per esigenze specifiche di accesso: Chiedi qui
La passione di Lorenzo Attili per la fotografia affonda le radici nella sua infanzia, ma è dopo il drammatico sisma del 2016 che si manifesta in tutta la sua vitalità.
Nato a Norcia nel 1998, Lorenzo inizia a scattare fin dal 30 ottobre 2016, documentando con la sua macchina fotografica i momenti più difficili della sua terra. Quell’esperienza sul campo trasforma l’istinto visivo in una vocazione professionale, legando indissolubilmente il suo sguardo al racconto autentico del territorio e delle comunità.
Un legame profondo, arricchito dal confronto con il fotografo nursino Aleandro Scaramucci, il fotoreporter Enrico Valentini di Terni e con figure di rilievo internazionale attraverso il percorso one to one del fotogiornalista Erik Messori e dalla partecipazione al workshop con il maestro Steve McCurry.
Accanto alla fotografia documentaria ed esperienziale, Lorenzo costruisce un solido profilo multidisciplinare. Dopo la laurea in Scienze dei Servizi Giuridici presso l’Università degli Studi di Perugia e un percorso formativo a Manchester, si specializza come Digital Media Specialist. Questa combinazione di competenze gli permette di padroneggiare l'intero flusso di lavoro creativo: dallo storytelling visivo alla pianificazione strategica di marketing cross-mediale.
Nel suo percorso vanta collaborazioni di rilievo, tra cui il ruolo di Social Media Specialist presso SAY, le attività per il PerSo Film Festival e la collaborazione con GB Thermae Hotels e altre PMI. Ha curato le riprese aeree per produzioni televisive Rai e Mediaset, oltre a collaborare stabilmente con agenzie di comunicazione sul territorio Umbro.
Oggi Lorenzo ha scelto di far ritorno nella sua Umbria, dove lavora unendo sensibilità artistica, problem solving e competenze tecniche al servizio della fotografia e della valorizzazione del territorio.